web cam porno gratis: posso farti un succhia-succhia dopo la doccia?

 

- “Web cam porno gratis: posso farti un bocchino dopo?“                                             – “Dopo? Dopo quando? Dopo che cosa?”                                                                                          – “Dopo la doccia, si capisce.”Ecco che il Berardi, considerando tutto, e cioè che poteva vivere a scrocco a casa di sua moglie (conosciuta, non dimenticiamolo mai, con le web cam porno gratis) e tenendo conto che non aveva alternativa, poteva a ragione insistere a gratificare la moglie venendole in bocca; perlomeno quando lo chiedeva lei, come nel caso di specie. La doccia lui l’aveva fatta un paio d’ore prima ma volle lavarsi di nuovo il glande ammosciato, tutt’attorno, mentre lei si lavava i denti e gli accarezzava le chiappe nude; Antonietta aveva sempre soggezione di lui e non era mai sicura che stesse facendo la cosa giusta; perciò faceva battute cretine in continuazione e se le rideva di suo con delle risatine spinte e nervose; quando arrivarono al letto, lei pareva più rilassata e disinvolta e si stese sulle lenzuola fredde, sorridendo e coprendo il suo piccolo corpo nudo solo fino ai fianchi; la fava di berardi le penzolava già davanti al viso e, sorridendo con grandissimo affetto verso quella specie di proboscide che stava per gonfiarle l’interno della bocca, vi si appressò, iniziò a leccare sotto il prepuzio e mise subito il dito indice della mano sinistra nel buco del culo di Paolo Berardi, mentre con la destra tentava di tener buono il bastone di carne gonfia che aveva iniziato a succhiare appassionatamente.

- “Oh? Come mai ti sei lubrificato il buco del culo? Come mai hai messo il lubrificante? – Domandava la bocchinara lecca-scroti arricciati mentre con il nasino insisteva a picchiettare il bastone di carne gonfio di sangue di Berardi.
- “Non è lubrificante” – rispondeva pazientemente e nervosamente il Berardi, che odiava le domande idiote e specialmente se interrompevano le operazioni preliminari, durante le quali doveva concentrarsi per cercare di spingere in bocca la maggior quantità possibile di intenzione eiaculatoria – è il detergente anale che uso per lavarmi il culo; ne ho messo un poco, anche se mi ero lavato pure prima, solo per sicurezza, ad evitare inconvenienti odori e umidità non volute.
- “Stai tranquillo, rilassati, tranquillo…” – e riprendeva a succhiare, quella cretina, poi aggiungeva: -”però non ti sei sciacquato, dopo aver messo il lubrificante..” – e riprendeva in bocca la cappellona rovente e gonfia di Paolo Berardi, che immaginava di sborrarle in bocca subito e di lasciare il discorso noioso che non riusciva ad evitare con quella deficiente di sua moglie Antonietta. In qualche maniera, Antonietta Villa, cercava di sottolineare la malizia con la quale il Berardi si era, sì, messo del detergente nel buco del culo, e si trattava del formidabile ANONET per uso pediatrico, ma non lo aveva fatto per lavarsi; secondo lei lo aveva messo per farsi infilare le dita di Antonietta nell’ano lubrificato dal detergente mentre lei gli succhiava fuori il suo liquido seminale con la bocca. E, avendo capito questo, che poi non aveva capito un cazzo perché il Berardi voleva solo essere sicuro di avere l’orifizio anale profumato dentro e fuori, tendeva a sottolinearlo; perché lei amava dire le cose inutili, amava parlare a cazzo di cane ogni volta che non era necessario; e poi ripeteva: -”si, tranquillo..” – slurp, slurp, such, such – “rilassati, non importa, non ci pensare”

- ‘Ma se non ci devo pensare, se non è assolutamente importante o pertinente, che cazzo me lo dici a fare?’ – Si domandava inutilmente il Berardi. Comunque quel bocchino non era destinato a terminare secondo logica; tanto per cominciare, nonostante che stesse andando benissimo e che una buona parte della punta dell’enorme cazzo di Berardi era sistemata bene al caldo fra lingua e palato di Antonietta, e nonostante che lui stesse spingendo bene le anche in avanti, favorendo il percorso della secrezione seminale dalle ghiandole verso l’uscita, sentiva come una sensazione di vago bruciore piccante sulla cappella; era quel cazzo di dentifricio nuovo che la scimunita si era comprata. Era giusto lavare i denti prima di fare il bocchino; però, cristo, il dentifricio si sente sulla cappella, anche dopo che ti sei sciacquata la bocca; e per fortuna non aveva usato e non usava mai il collutorio. Come risolvere questo problema? La menta rilascia un senso di freddo sul glande, poi uno spinge il cazzo fino in fondo e contro laringe e cerca di non pensarci; ma questa volta era una sensazione di piccantino, come un leggero bruciore, un senso di calore eccessivo e non richiesto; quella mentecatta era capace di contaminare ogni cosa con le sue decisioni inopportune, come quando gli rovinava il brodo che lui stava preparando, quando aggiungeva erbe o funghi alle sue minestre e lo faceva sempre incazzare. – ‘Non pensiamoci, spingi, fai finta di niente, non ti incazzare, sborrale in bocca, vienile tutto nella gola, riempi quella troia di sborra e falle succhiare anche l’ultima goccia, dopo un paio di minuti che sei venuto, come ieri, quando un’altra goccina fa capolino dai dotti deferenti e iniziava a scivolare lentamente sul glande per andare verso terra; appena la vedi ridaglielo subito e fagliela raccogliere con la lingua, come hai fatto ieri‘ – si ripeteva, e riuscì ad eccitarsi, sentiva che il momento della spruzzata in laringe si stava avvicinando.

- “Ho cambiato idea, voglio che mi scopi.” – Proferì sorridente, timidamente, Antonietta la troietta. Ma continuava a succhiare e lui continuava a spingerle il cazzo dentro; si era bagnata mentre stuzzicava l’orifizio anale di Berardi con la sinistra e si tirava il cazzo in bocca con la destra; si era eccitata e ora voleva venire anche lei; ma non smise di succhiare però, aspettò con riverenza la decisione di lui; se il Berardi avesse voluto sborrarle in bocca, bene lo stesso; lei aveva voglia di venire e di essere montata, voleva essere riempita come quella vacca che era; ma non imponeva il suo capriccio di puttana; era disponibile ad accettare la gratificazione di una sborrata fra i denti e la lingua, di un’eiaculazione, possibilmente dolce e fluida, da leccare e ingoiare fino in fondo. La decisione spettava a lui, al marito, sì, al suo padrone.

 

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About pelinerissimi

Antonietta Villa, detta "peli nerissimi" nel circolo delle puttane qualificate, presso il quale sono iscritte le studentesse vergini della Bocchini-Bocconi, è avvocato e commercialista per hobby, ma di professione è: psicologa, scrittrice, musicista - suona molto bene la tromba - ed è appassionata di bici, soprattutto per mantenere la dieta. A 17 anni è scappata di casa, cacciata a calci-in-culo da sua madre, ed è andata a convivere con un padre gesuita che l'ha indottrinata al cosiddetto comunismo d'osteria. Suo padre, il giornalista Massimo Mussi, la sodomizzava tutti i pomeriggi, mentre l'aiutava a fare i compiti, dalla giovane età di 14 anni e mezzo; non le dispiaceva affatto di avere questa calda relazione incestuosa con il padre - soprattutto perché la sottile asta del giornalista Massimo Mussi non avrebbe potuto sentirla in un altro orifizio meno ristretto - tuttavia dovettero smettere quando lei giunse al diciassettesimo anno di età, essendo che sua madre, Manuela Vicentini, licenziata senza preavviso, li scoperse proprio il pomeriggio che era rientrata a sorpresa dopo essere stata cacciata dallo studio legale modenese per il quale lavorava. Entrò, già depressa per la notizia della sua disoccupazione, stato dal quale no potrà mai più uscire in questa vita, e scoprì la troia di sua figlia che aveva sedotto il padre, Massimo Mussi, suo marito, che non la scopava mai e tantomeno la sodomizzava. Una scoperta rivelatrice dei motivi che avevano indotto il giornalista Massimo Mussi a trascurare il suo sfintere anale. Per anni si era querelato dell'odore di vago formaggino che esalava la sua vagina spellacchiata, e con questo pretesto aveva smesso di leccagliela. Poi aveva anche smesso di scoparla, perché l'odore di formaggino, durante l'amplesso, veniva sù e gli pungeva il naso, anche e soprattutto, quando, cioè sempre, la scopava a pecorina. Manuela cacciò via di casa sua figlia, subito, risolvendo almeno uno dei tre problemi che aveva; visto che era lei che pagava tutte le spese, visto che anche il giornalista Massimo Mussi era disoccupato cronico. Ora, forse, Manuela poteva riprendere a farsi inculare da suo marito e avrebbe avuto un cospicuo sgravio di spese, visto tutto quello che si mangiava e si beveva quella puttana di sua figlia che le aveva sedotto il marito disoccupato e che si faceva sbattere i suoi testicoli sulla vagina, mentre la sodomizzava, proprio quel drammatico giorno in cui era stata licenziata anche lei. Anche il padre gesuita ideologo amava sodomizzare Antonietta, quando lei, a 17 anni, ancora si manteneva vergine. Si faceva inculare tre volte al giorno, prima dal padre padrone, il giornalista disoccupato Massimo Mussi, quello con l'asta sottile e penetrante, e poi dal padre gesuita, che non la pagava, per i suoi atti di sodomita, ma le dava la possibilità di frequentare il catechismo gratis e di imparare tutta la struttura ideologica del marxismo e del nazismo, essendo che erano stati generati dai gesuiti. Antonietta si laurea a 17 anni e mezzo, in Economia davanti e Commercio dietro alla Bocchini-Bocconi; poi, a 18 anni prende la seconda laurea, questa volta in Scienza Politiche, alla LUISS (Le Ultime Indolenti Studentesse Sodomizzate), dove prese anche la lode, arrotolata e sospinta nell'ampolla rettale. Oggi è felicemente sposata, divorziata, disoccupata, è avvocato e commercialista per passione, essendo che non riesce a farlo come mestiere, assieme ad altri 246 mila avvocati che hanno fatto l'abilitazione in Italia negli ultimi penosissimi anni. Il sogno nel cassetto di Antonietta è quello di diventare miliardaria, il suo segno zodiacale è Virgo, il suo giorno fortunato è quello più de-umidificato e il suo frutto preferito è il mango, ma non circonciso.
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10 Responses to web cam porno gratis: posso farti un succhia-succhia dopo la doccia?

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    le vere donne, cioè quelle che si gratificano facendosi venire in bocca, le ho incontrate anche io qui, come il Berardi. Per anni mi sono lasciato convincere del fatto che le donne facessero i bocchini con ingoio solo per far contenti gli uomini, poi ho scoperto che mi sbagliavo a credere alle stronzate che diceva l’oca con cui vivevo assieme allora.
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  2. Teresa ROLFI says:

    Ciao scemo. E tu, cretino come sei, come hai fatto a giungere a questa conclusione tutto da solo? Leggendo i racconti porno e gli aneddoti pubblicati assieme a web cam porno gratis? Oppure parli per esperienza?

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    • Teresa SEMPRESTESA, te i denti incisivi li hai rifatti proprio per l’esagerata quantità di pompini che hai dispensato ai tempi in cui bazzicavi in Brera e sui Navigli; comunque io ho imparato per esperienza diretta, non solo con web cam porno gratis, anche con i web cam porno a pagamento; poi sono andato con i transessuali; moltissimi; ho provato l’esperienza di fare i pompini e di farmi venire in bocca; ed è bellissima; da quella volta in poi non ho più accettato scuse da donne che non volevano farsi sborrare in bocca; ho provato a farmi inculare, a parte le volte che mi sono trovato con dei fessi che buttavano il cazzo in culo senza cognizione di causa, a parte quelli, le altre inculate che ho preso sono statae interessantissime e piacevolissime; e da quella volta in poi non ho più accettato scuse da donne che non si facevano inculare; non è vero che fa male, a patto che sia fatto bene, piace e basta; le web cam porno gratis sono un hobby felice per me, ma ho provato quasi tutto e le donne che credono di esser furbe sono delle capre; ne ho scopate talmente tante che non mi faccio più prendere per il culo. Farsi venire in bocca e farsi inculare è piacevole per un uomo, figuriamoci per una donna.
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  3. Parla per esperienza di web cam porno gratis, ma come fa a sapere se le donne veramente si eccitano oppure, come molte italiane cretine e ignoranti, e lo sappiamo, fanno, fingono? Una cosa è godere, una cosa è ansimare e fingere di godere; soprattutto se una si spoglia e dimena le chiappe in web cam porno gratis come faceva Antonietta VILLA quando voleva fare eccitare il reietto di Paolo Berardi che si faceva le seghe a 6000 miglia di distanza (miglia marine). Anche Jessica, che aveva 25 anni, diceva: “magari fingevano”, quando Aldo Steccanella le raccontava di aver scopato molte donne circoncise e che, nonostante la circoncisione, godevano e si eccitavano tantissimo. Imparare solo per esperienza. http://www.monelleinchat.net/videochat-erotico/
    Io l’esperienza la ho. E non solo di web cam porno gratis.

  4. Mamma che coglione quel Fabrizio FRIZZI. Però per una volta ha detto cose sensate; probabilmente, ieri sera, mentre si ubriacava di birra come al solito con i suoi amici inglesi circoncisi e ubriaconi, deve aver sgraffignato un qualche diario dai turisti poco avveduti che girano dalle parti di Tropicana; non è farina del suo sacco e poi lui usa windowz; sono sicura che non è nemmeno in grado di far funzionare la webcamporno con le web cam porno gratis. Con Windowz non funziona mai un cazzo.
    Lui è coglione, ma in questa sfortuna, condivide la tragedia di Windoz con milioni di altri sfortunati.
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  5. Se vi turba e non riuscite a farlo guarire, mandatelo da me che cerco di analizzarlo per scoprire le ragioni delle sue inibizioni. Ma, un momento, quello è un morto di fame. Chi è pronta a pagare l’onorario per le mie visite psico-anale-analitiche? Non sono care, mi faccio dare 25 Euro all’ora. Le ore durano sempre più di 75 minuti, e aspetto sempre che il paziente venga. Mi faccio venire sia in bocca che nel sedere. Ma gratis no; se quel pezzente vuole fare il peones con me ha sbagliato proprio tutto; allora si che gli conviene dedicarsi a tempo pieno alle web cam porno gratis. Nonostante che usa Windowz.
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  6. Che discorsi, Jessica ANORESSICA, è chiaro che nessuna di noi paga per quell’idiota; ma ti pare che andiamo a buttare i soldi così? Già facciamo eccitare tanti uomini con le web cam porno gratis; ora ci mettiamo anche a pagare le spese della psico-anal-analista? Mi pare che il destino suo siano le web cam porno gratis e basta; quelle dove si fa sul serio, le web cam porno a pagamento, quelle le vede col cannocchiale; che poi anche il cannocchiale costa; quel pezzente figurati se ha il cannocchiale, ha ha ha.
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  7. Web cam porno gratis per tutti? Ma che siete matte? Sono stufa di farmi scopare da uomini che non mi pagano solo perché, come si sa, piace più a me che a loro. Da ora in poi, ogni volta che mi faccio inculare o scopare da qualcuno, ogni volta che lecco la cappella sborrata di qualche maschietto, ricordatevi, che avanzo un credito verso quella persona; web cam porno si, ma non gratis; rivalutiamo il potere di un ano ben arricciato e senza escrescenze, rivalutiamo le chiappe aperte e la figa pelosissima; basta con le cose regalate. Se Frizzi non se lo può permettere a me che me frega? Torni a raccogliere cartoni; noi andiamo avanti per la nostra strada; anzi, non più in strada, in camera, con le webcamporno e i telefoni erotici.
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