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12 Responses to Chatporno

  1. Chatporno e video chat porno, le mie passioni più grandi, assieme ai telefoni erotici e ai numeri erotici hot bollentissimi; come mi scaldo quando mi chiamano o mi contattano certi maschi irruenti….mmmm

  2. Teresa ROLFI says:

    Oltre alle chat porno, le webcam porno e i telefoni erotici, ci sono tanti altri interessantissimi servizi online per chi è interessato a fare incontri di persona e non limitarsi a fare sesso al televono o via videochat porno. Provate a pensare, per esempio, agli ottimi siti web per incontri che sono destinati a persone già sposate, selezionate perché non è un sito di incontri gratuito, e hanno già la maturità e i mezzi necessari per affrontare una relazione extra matrimoniale sia in termini economici e sia in termini personali; non sono persone invadenti e possono permettersi anche un invito a cena in un ristorante decente e discreto, oltre che una stanza per fare all’amore peccaminoso discreta ma anche decorosa. Pensateci bene. Riservato a donne e uomini sposati con qualche desiderio di tresca o di. Ho trovato un articolo interessante sui siti per incontri peccaminosi qui: incontri extra coniugali.

  3. Hai ragione Teresa, quante parole sagge…troppi uomini italiani danno appuntamenti a donne sposate ma non le invitano nemmeno a cena prima di portarle a letto. Troppi uomini ti danno appuntamento scegliendo appositamente un orario dopo cena e un luogo lontano da ristoranti per offrirti un bicchiere di qualche bevanda micragnosa e poi subito a letto. Ma se non abbiamo neppure un po’ di romanzo in un randevouz extraconiugale, se non abbiamo neppure qualche trattamento particolare in una relazione amorosa illecita e peccaminosa, allora che la facciamo a fare? Solo per scopare? Non è necessario. I mariti danno le cose per scontate e si dimenticano i compleanni, le rose, i ristoranti eleganti e le passeggiate lungo il mare; almeno gli amanti, che non ti danno amore eterno e che non ti assicurano un rapporto a lungo termine, almeno loro dovrebbero permettersi di offrire perlomeno una cena. Se non possono permettersi un incontro extra matrimoniale come si deve, tanto vale che rimaniamo a fare sesso via chatporno, webcamporno e con i telefoni erotici e le videochat erotiche. Un Bacione Teresa e grazie per il tuo commento; la tua opinione, come sai, qui è sempre benvenuta.

  4. marcellaputtanella says:

    e no dio can

    • C’è una scrittrice che mi ha chiesto una valutazione sulla sua prosa; ho una mia idea, ma, prima di risponderle, desidererei un vostro parere. Ecco il testo integrale, senza correzioni, anche se qualcuna ci vorrebbe:

      Fantasie da bagno caldo
      Come ogni giorno, stacco dal lavoro alle cinque e mezza del pomeriggio e mi rilasso concedendomi un lungo bagno caldo. Adoro dedicare del tempo a me stessa, accendere qualche candela profumata, spegnere la luce e aprire il rubinetto dell’acqua calda. Il flusso continuo e sinuoso mi rilassa, cosÏ come la schiuma che va crescendo mano a mano che la vasca si riempie.

      Ogni giorno questo piccolo rito mi regala tante intense emozioni. Spazzolo i capelli e li intreccio. Mi strucco con cura. Lascio scivolare a terra i vestiti e, per ultime, sfilo le mutandine. Adoro la sensazione della stoffa che scivola sulla pelle. Chiudo il rubinetto dell’acqua e mi immergo. Tutto con estrema lentezza. Tutto con estremo desiderio.

      L’acqua Ë oltremodo caldo, mi scotta la pelle, scatena brividi di piacere e dolore insieme. Lascia al corpo il tempo di abituarsi alla temperature, libero la mente e rilasso ogni muscolo. La pelle brilla illuminata dalle candele, bagnata e liscia. Dall’acqua e dalla schiuma emergono maliziose le mie forme. La curva dei fianchi, i capezzoli turgidi, il ventre morbido. Sola e nel silenzio passo le dita sulla coscia che esce dall’acqua procurandomi intensi brividi. Risalgo lenta sul bacino, disegnando cerchi intorno all’ombelico. Senti i capezzoli irrigidirsi e un profondo piacere nascere tra le cosce.

      Intingo le dita nella schiuma e ricopro i capezzoli, stuzzicandoli. L’estrema lentezza non fa che aumentare la mia voglia e i battiti del mio cuore. Il respiro si fa affannoso. Ogni volta che mi sfioro il mio corpo si tende, pronto e ricettivo, caldo e voglioso. Chiudo gli occhi e immagino dove potrei essere, come potrei essere vestita, cosa potrei dire e fare. E’ il mio rito. Il mio paradiso di piacere in cui posso esplorare desideri e fantasie nascoste.

      Oggi ho voglia di pizzo nero, gocce di profumo e ufficio. Le situazioni quotidiane di potere con uomini in camicia e sguardo concentrato mi eccitano da sempre. L’idea di essere sfiorata e presa dal capo mi stuzzica. Si, oggi ho voglia di potere e sottomissione. Mi immagino in un classico ufficio moderno, tante scrivanie, piante lungo i corridoi e uffici per i dirigenti. Persone eleganti, visi concentrati, atmosfera tesa. Una mattina grigia, lampade al neon, tasti pigiati con foga, telefoni, delirio da lunedÏ mattina.

      Arrivo in ufficio puntuale e curata, longuette nera, aderente nei punti giusti, semplice camicetta bianca, calze velate, autoreggenti, e tacco. Sfilo il blazer lasciandolo ricadere sulla sedia, appoggio la borsa e vado in bagno. Incrocio i primi colleghi, li saluto e leggo nei loro occhi il desiderio. Uomini e donne in questo ufficio sono sempre curati, molto attraenti.
      Mi specchio, sciolgo i capelli, ci passo le mani. Aggiusto il rossetto nude e apro i primi due bottoni della camicetta. Porto una terza, non mi piace esibirla spudoratamente ma lasciare intendere com’Ë. Arrivo alla mia scrivania, avvio il pc e gusto il mio caffË. Smisto le prime mail, rispondo a quelle che sono arrivate nel weekend e osservo. Alle 9 in punto entra in ufficio il capo. 30 anni, alto, moro, eccitante sotto ogni punto di vista. Passa un’ora e mi chiama nel suo ufficio con un plico di pratiche da firmare.

      Busso ed entro. Cammino fino alla sua scrivania e appoggio le pratiche. Mi saluta, sorride e ringrazia. E’ in quel momento che lo vedo. Un lampo di desiderio e voglia. Nel basso ventre sento un calore che mi Ë famigliare. Senza dire una parola, ma senza staccare gli occhi dai suoi, vado alla porta e la chiudo.

      “Mi sei mancata”. Tre parole e mi ha accesa. Si alza e mi si avvicina. Sebbene io indossi i tacchi Ë pi˘ alto di me. Sento il suo odore, il suo profumo. E’ alle mie spalle, il suo respiro sul mio collo. Mi sfiora le braccia e risale fino alle spalle, fino al collo. Istintivamente spingo indietro il sedere, per sfiorarlo. Fa scivolare una mano sotto la mia camicetta, dall’alto, e raggiunge i seni. L’altra mano mi scivola lungo la schiena, accarezza il fianco e mi preme il sedere contro il suo pube. Lo sento.

      “Mi sei mancata, tanto”. Inizia a baciarmi lento il collo, mentre con la mano solleva la gonna, scoprendo il pizzo delle autoreggenti. Sento la sua mano scivolarmi tra le cosce, appoggiarsi proprio li e scoprirmi bagnata e calda. Non dice nulla, mi sbottona la camicetta scoprendo il reggiseno nero che contrasta con la mia pelle chiara. Con una mano mi stringe un seno, con l’altra scosta le mutandine. Ansimo. Mi spinge poco pi˘ avanti e mi fa piegare sulla scrivania. Il seno preme contro il tavolo mentre lo sento slacciarsi i pantaloni. Mi solleva la gonna, mi bacia il sedere, scosta appena le mutandine e inizia a leccarmi. La sua lingua calda mi provoca brividi di piacere. Vorrei gemere ma non posso farmi sentire. E’ eccitante. Risale le mie grandi labbra, sfiora il clitoride mentre con le mani mi apre le natiche. Senza togliermi le mutandine, appoggia il suo membro, in tiro, sul sedere. Lo picchietta, mi sfiora con la cappella e la spinge poco. Vuole farmi morire.

      Mi penetra solo con la cappella ed esce. Poi di nuovo. Una tortura. Le sue mani tornano sul mio seno. Stringe e mi spinge verso di lui. Mi penetra completamente. Lo sento scivolare dentro di me, fino in fondo. E’ caldo e voglioso. Le sue spinte sono lente e profonde. Mi fa alzare e inizia a baciarmi la schiena. Sento il suo ventre sbattere contro il mio culetto ad ogni spinta. Non riesco a trattenermi e gemo.

      “Mmm non fare cosÏ piccola”. Parla solo lui e la sua voce Ë ipnotica.

      • Fabrizio Frizzi says:

        Ma chi è che scrive? Pina Fantozzi? Una descrizione pedante, molto ovvia e banale, di quello che dovrebbe capitare tutti i giorni a miliardi di persone; a me non ha fatto eccitare nemmeno un po’; la descrizione dell’ufficio poi…lasciamo perdere. E con l’ortografia come la mettiamo?

        • Vabbé, tu sei frocio, a te non ti avrebbe eccitato comunque. E però condivido sulla pedanteria descrittiva, le ripetizioni indolenti e la trascuratezza dell’ortografia. Non sarebbe completamente da buttare nel cesso. Se avesse fatto più attenzione, avrebbe potuto salvare un paio di espressioni che non mi dispiacciono, come, ad esempio, “emergono le mie forme maliziose…”

          Ma nel complesso non vale il suo peso sulla carta.

          • Teresa Rolfi says:

            Adoro, Adoro
            già odio il termine, ma poi ripetuto?
            Sinuoso vuol dire tortuoso, zig-zagante, il flusso dell’acqua è tortuoso? Bo?

            Estrema lentezza, estrema lentezza,
            Ho capito, estrema lentezza, estrema lentezza; ma poi non si capisce se l’ha inculata oppure no dopo tutte quelle cose lente e dopo averle infilato il naso nel buco del culo mentre le sfiorava la fregna fradicia con la lingua rugosa di papille irritate dal fumo. È una cagata, ma ho letto di peggio; diciamo 4/5 per l’ortografia e 5/6 per i contenuti (anche se un po’ pedanti e ripetuti); ovviamente sarà una giornalista free-lance.

  5. Fabrizio Frizzi says:

    Sì, secondo me si è fatta inculare; le piace proprio il sesso anale; tanto è vero che è stata lei a spingergli il sederone (grande come quello di Susanna Menacazzi) contro il pube villoso del capufficio dal pizzo nero che beve solo caffè nero.

    • Elena Busti says:

      Sì, le piace il sesso anale, come del resto anche a te piace farti inculare, no? E allora perché fai tanti commenti critici? È un po’ pedante, è un po’ ripetitiva, è un po’ superficiale, è un po’ trascurata nell’ortografia; ma i giornalisti sono molto più ignoranti e pedanti di questa qui. Non facciamo paragoni coioni.

      • Fabrizio Frizzi says:

        Certo che mi piace farmi inculare, e a chi non piace?

        • Piace a tutti farsi inculare, a tutti quelli che hanno provato a farsi inculare dalla persona giusta. Comunque resta nel tema, qui non si parla di inculate, o forse sì, non si capisce; si capisce solo che ci sono di mezzo bagni caldi e pecorine sulla scrivania di un capo ufficio molto poco probabile. Concordo con il primo commento, è una descrizione pedante che ricorda le situazioni degli uffici nei film di Fantozzi.

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